Straccione

“Straccione” viene fuori da “extractiare”:
da “tractus”, in latino popolare,
che vuol dire strappato, lacerato.
Il cane morde sempre lo stracciato…
Per quello che faceva, lo straccione
prima  si confondeva col cafone:
perciò lo si scopriva al primo istante.
Vestiva in modo un po’ troppo elegante;
parlava sempre, e sempre ad alta voce,
e per chi lo incontrava era una croce.
Adesso il quadro è un po’ più complicato:
lo straccione è oramai mimetizzato,
per non farsi scoprir, s’è fatto furbo.
Non compra più la macchina biturbo,
non si ricopre d’abiti griffati,
evita atteggiamenti esagerati.
Detto in poche parole; lo straccione
(che resta uno sfigato, un accattone)
spesso non fa capir ch’è un poveraccio.
Tranquilli, vi togliamo dall’impaccio:
perché possiate non avere il tarlo
di non riuscire più ad individuarlo,
abbiamo preparato questo sito
che presto sarà il vostro  preferito.
In queste righe online, ci troverete,
quel che occorre sapere, e non sapete:
la precisa e completa descrizione
di come si comporta lo straccione.
Vi faremo capire come pensa:
qual è lo start, il punto di partenza
di tutti quanti i suoi comportamenti,
prima ancor che diventino evidenti.
Per non farci sfuggire proprio niente
abbiamo preso un grande consulente,
che conosce ogni slapstick: ogni tic
dello straccione. Lui si chiama Nic:
a dirlo per esteso, Niccolò.
Uno straccione mai l’abbindolò!
Siccome (è noto) è un grande pescatore,
Nic pesca lo straccione al primo errore:
a lui basta un dettaglio, una minuzia,
e pure se possiede grande astuzia,
lo straccione: per quanto sia scafato
all’ostra(c)cismo   viene condannato.

Niccolo' w.g.

Il noto straccionologo niccolo' w.g. ,consulente di questo sito, in una rara foto.


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